

| LA SITUAZIONE DEI MUTUI NELLA CRISI FINANZIARIA |
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| Scritto da Administrator | |
| luned́ 10 novembre 2008 | |
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I mutui a tasso variabile tarderanno ancora qualche mese a far calare le loro rate. Il fallimento di Lehman Brothers e la crisi finanziaria europea rendono vana, inutile e insufficiente la diminuzione del tasso interbancario a tre mesi (dal 5,39% al 5,23%) e di quello ad un mese (dal 4,93% al 5,20%). Pertanto il cittadino che ha ottenuto un finanziamento a tasso variabile indicizzato all’Euribor, si è visto aumentare la rata di ottobre del 5% rispetto al mese di settembre, con l’augurio che un ribasso possa registrarsi almeno per novembre. I mutui a tasso variabile tarderanno ancora qualche mese a far calare le loro rate.<br> Il fallimento di Lehman Brothers e la crisi finanziaria europea rendono vana, inutile e insufficiente la diminuzione del tasso interbancario a tre mesi (dal 5,39% al 5,23%) e di quello ad un mese (dal 4,93% al 5,20%). Pertanto il cittadino che ha ottenuto un finanziamento a tasso variabile indicizzato all’Euribor, si è visto aumentare la rata di ottobre del 5% rispetto al mese di settembre, con l’augurio che un ribasso possa registrarsi almeno per novembre. C’è da dire che la situazione prospettica per i risparmiatori sembra fortunatamente essere più rosea di quanto pare, grazie alla decisione della BCE di abbassare di 50 punti il costo del denaro e al piano anticrisi dei Governi dell’Unione Europea. Una prima avvisaglia di questa inversione di tendenza è l’Euribor che, sceso al 4,2%, si avvicina a quel 3,75% dei saggi ufficiali continentali. Anche René Defossez, strategist sul reddito fisso di Natixis, rassicura il futuro e dichiara: «Anche se la crisi non è certo finita, il piano europeo garantisce che non ci saranno fallimenti nel settore del credito e perciò dovrebbe portare a una graduale normalizzazione dei mercati interbancari».<br> Tuttavia, molti sono scettici sulla possibilità che l’Euribor possa tornare ai livelli del tasso ufficiale BCE. A peggiorare le cose, infatti, vi è la mancanza di fiducia tra le stesse banche che potrebbe portare ad un’ulteriore crisi e l’imminenza delle scadenze tecniche che in momenti di recessione può creare notevoli “disturbi finanziari”. |
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| Ultimo aggiornamento ( marted́ 11 novembre 2008 ) |
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