Mutuo tasso: ecco le informazioni per una scelta corretta



Quale è il mutuo con il miglior tasso? E quale è migliore in assoluto, il tasso fisso, tasso variabile o misto? Nonostante siano domande che frequentemente vengano rivolte agli esperti del settore, qualsiasi tipo di risposta generalista sarebbe sbagliata. Non si può parlare del mutuo migliore in senso assoluto, così come non si può affermare che il mutuo a tasso fisso sia migliore di quello a tasso variabile e viceversa. E al di là delle fazioni, tra i convinti estimatori dell’uno o dell’altro, bisogna comprendere che la scelta del miglior mutuo dipende dalle proprie necessità, così come la scelta del tipo di tasso, o della struttura dello stesso mutuo.

Mutuo tasso: il tipo e le caratteristiche da verificare

Il mutuo a tasso fisso è più costoso, ma non fa brutte sorprese, e dalla prima rata fino all’ultima si conosce l’entità della rata che dovrà essere pagata. Mano a mano che gli stipendi salgono il peso della rata diventa sempre meno pesante. Ma è vero che costano di più rispetto al tasso variabile? Sì, perché i tassi tendono ad essere più alti sempre, ed anche in caso di rialzi dei tassi variabili, deve trascorrere un bel po di tempo prima che il variabile vada a raggiungere il tasso fisso.
Il mutuo a tasso variabile è meno oneroso, ma soffre di oscillazioni nel corso della sua durata, e spesso gli aumenti non vengono completamente assorbiti dagli aumenti dello stipendio, a meno di tempi di riferimento abbastanza dilatati. Va comunque sottolineato che a livello statistico le salite e le discese dei tassi si compensano, ma sempre con il riferimento a durate molto prolungate.

Mutuo tasso: la durata del finanziamento e della proprietà dell’immobile

La scelta tra muto a tasso fisso o mutuo a tasso variabile non dovrebbe prescindere dalla durata del piano di ammortamento scelto, e della tempistica durante la quale si intende mantenere la proprietà dell’immobile. In caso di durate non troppo lunghe (10 anni, fino a 15 anni massimo), se i tassi fissi sono particolarmente bassi ci si potrebbe orientare verso questa scelta, mentre per le durate molto lunghe il tasso variabile riguadagna dei punti preziosi. Ma queste valutazioni non possono prescindere dalle scelte relative all’immobile acquistato. Se si ha l’intenzione di rimetterlo sul mercato solo dopo qualche anno, allora bisognerebbe preferire il mutuo a tasso variabile, che costando meno compenserebbe almeno in parte le ridotte possibilità dell’immobile di rivalutarsi con un tasso soddisfacente (altrimenti tra prezzo di vendita ed effettivo costo dell’immobile comprensivo di tutte le spese notarili, accessorie e degli interessi, si andrebbe inevitabilmente in perdita).