L’assicurazione sulla casa incendio e scoppio, richiesta obbligatoriamente dai vari istituti di credito, a fronte dell’erogazione di un mutuo, finisce con il pesare sul bilancio dei mutuatari soprattutto nei casi in cui questi non siano orientati a mantenere il finanziamento per tutta la sua durata.
Una delle situazioni che viene infatti vista come una specie di tassa ingiusta ma obbligatoria, diventa più dolce dopo che anche l‘Isvap si è pronunciata sul recupero della parte dei premi pagati e non goduti, a seguito dell’estinzione anticipata del mutuo.
Vanno rilevati due aspetti: l’Isvap non specifica delle cause particolari per il recupero dei premi, sia se si tratta di un’estinzione anticipata dovuta ad un colpo di fortuna o un lascito, e sia se avviene per la vendita dell’immobile non fa alcuna differenza; non si è più costretti a sottoscrivere le più costose polizze con premio mensile (in aggiunta alla rata del mutuo), ma si può tornare a sottoscrivere comodamente le polizze incendio e scoppio dei mutui con pagamento una tantum, e anticipato, senza rischiare di perdere qualche centinaio di euro per liberarsi delle rate in anticipo.
In realtà si è trattato di un atto dovuto, atteso da almeno un paio di anni, dal momento che le associazioni dei consumatori e la stessa Abi avevano concordato su questa risoluzione, ma quasi sempre disattesa dal momento che aveva acquistato la veste del mero consiglio, e non di una disposizione obbligatoria.
Ovviamente ne resteranno fuori i casi in cui è la banca a farsi carico della stipula della polizza incendio e scoppio per i mutui, senza alcun esborso da parte dei mutuatari
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