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Scritto da Administrator
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mercoledì 23 luglio 2008 |
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Attraverso il mutuo a tasso fisso, il mutuatario, per tutta la durata del mutuo, dovrà pagare le rate dello stesso, sottoponendosi sempre ad uno STESSO TASSO D’INTERESSE per tutta la durata del mutuo. (il tasso d’interesse, cioè, che rimane invariato, rimane uguale, costante) In questo modo, il mutuatario sa già sin dall’inizio, sin dall’accensione del mutuo, le tasse che dovrà pagare, ovvero la cifra che dovrà restituire e con quale interesse. Attraverso questo mutuo quindi, si ha un incremento della sicurezza e della stabilità. Tuttavia, si perde (o meglio, si potrebbe perdere) in convenienza. Nei momenti, infatti, in cui ci sono dei cambiamenti nei mercati finanziari e mutuatari che vanno a favore dei clienti, dei mutuatari, e quindi i tassi d’interesse scendono; il mutuatario che sta affrontando un mutuo a tasso fisso, non godrà di alcun privilegio. Tale mutuatario però, non soffrirà nemmeno, quando i cambiamenti porteranno vantaggi agli enti di credito, ovvero quando i tassi d’interesse incrementano. Infine, il mutuo a tasso fisso comporta delle penali più costose in caso di estinzione anticipata del mutuo. Tirando le somme, possiamo dire che questo mutuo si adatta a chi cerca la “tranquillità”. N.B: A determinare l’ammontare del tasso d’interesse fisso sono due fattori : l’Eurirs o Irs (Euro interest rate swap) e lo spread. Il primo viene comunicato quotidianamente dalla FBE (Federazione Bancaria Europea), ed è tanto maggiore tanto più longevo è il mutuo; viceversa, lo spread è deciso dalla banca, e varia tra l’1 ed il 3%. |
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 23 luglio 2008 )
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Scritto da Administrator
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mercoledì 23 luglio 2008 |
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Nel mutuo a tasso variabile, il mutuatario, dovrà pagare le rate del mutuo, sottoponendosi ad un TASSO VARIABILE, ovvero ad un tasso d’interesse che varia in base alle condizioni della finanza e del mercato, e in base a indici economici di riferimento (che vengono decisi e specificati al momento dell’”accensione” del mutuo), ed in particolare in base al COSTO DEL DENARO (registrato dal parametro EURIBOR). Questo mutuo quindi, può offrire delle condizioni più vantaggiose rispetto ad un mutuo a tasso fisso, quando le condizioni di mercato sono favorevoli al cliente, e quindi i tassi d’interesse sono bassi. Tuttavia, può anche diventare svantaggioso, nei momenti in cui le situazioni di mercato sono favorevoli invece alle banche, e questo è un grave pericolo, in quanto anche il cambiamento di un solo punto percentuale del costo del denaro, fa variare i tassi d’interesse. In caso di estinzione anticipata del mutuo, il mutuo a tasso variabile è quello che causa al mutuatario, il minor danno in termini di penali. In conclusione, possiamo dire che questo mutuo si adatta a coloro che cercano la convenienza, pur dovendo correre alcuni rischi; e che qual’ora si decida di aprire un mutuo di tale genere, bisogna prevedere che nei prossimi mesi, non ci saranno pesanti cambiamenti del costo del denaro, ricordandosi ovviamente, che non si potrà mai avere una sicurezza in questi termini. |
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 23 luglio 2008 )
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Scritto da Administrator
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mercoledì 23 luglio 2008 |
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Un buon compromesso tra mutuo a tasso fisso e mutuo a tasso variabile, è il mutuo a tasso misto. Questo mutuo, infatti, permette di partire (quindi di pagare le prime rate) con un tasso d’interesse FISSO, ma dopo un certo periodo di tempo, il mutuatario può decidere se continuare con il tasso fisso, o passare al TASSO VARIABILE. Ovviamente, è possibile seguire anche il procedimento inverso, ovvero partire con un mutuo a tasso variabile, e poi decidere se passare al tasso fisso o meno. Questo tipo di mutuo si adatta quindi, a coloro che, al momento dell’accensione del mutuo sono indecisi se scegliere tasso fisso o tasso variabile, coloro che vogliono lasciarsi un opportunità di cambiamento in futuro, o semplicemente a coloro che in un certo momento hanno bisogno di tranquillità e quindi scelgono il tasso fisso, ma in un secondo momento potrebbero voler approfittare dei cambiamenti finanziari e quindi di bassi tassi d’interesse (o ovviamente, viceversa, approfittare dei bassi tassi, e in un secondo momento, se si vuole tranquillità o si nota che il mercato sta cambiando a sfavore del mutuatario, stabilire un tasso fisso).
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 10 ottobre 2008 )
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