spacer
spacer
 
PROCEDURA DI EROGAZIONE DI UN MUTUO
Scritto da Administrator   
mercoledì 23 luglio 2008

Dal momento in cui il cliente, definito “mutuatario”, richiede il prestito ad una società, un ente “mutuante”, si avvia la cosiddetta “procedura di erogazione del mutuo”, la procedura che appunto, porterà (qualora tutto vada a buon fine, qualora ci siano tutte le basi necessarie), al soggetto l’accensione del mutuo da parte dell’ente al quale si sta effettuando la richiesta.

Ovviamente, questo processo, cambia in base al tipo di mutuo che si sceglie, in base alla somma che si richiede in prestito, nonché in base alla banca a cui ci si affida.
Tuttavia, per linee generali, possiamo distinguere delle fasi, dei PUNTI che, aldilà delle piccole differenze, vengono sempre seguiti durante questo processo di erogazione del mutuo.

Il primo punto, che parte sin dal momento in cui il possibile mutuatario, apre la pratica per un possibile mutuo. Il “candidato” cliente, fornisce alla banca una serie di documentazione (per maggiori informazioni vedi articolo documentazione necessarianota di Alessio Mutasci  , tra cui molto importante il MOTIVO per cui si sta chiedendo questo prestito, cioè le finalità del denaro che la banca potrebbe dare al cliente attraverso il mutuo.

Questa documentazione servirà dunque alla banca, per verificare che il richiedente sia IDONEO o meno all’erogazione del mutuo!

Al momento dell’erogazione del mutuo (o meglio, al momento della richiesta inoltre), bisogna dare una GARANZIA all’ente di credito.
Bisogna cioè iscrivere un ipoteca sul bene che si vuole acquistare con la somma del mutuo, o porre un ipoteca su un bene già in possesso da parte del richiedente.
In quest’ultimo caso, sarà compito di un perito valutare il valore del bene che il richiedente vuole ipotecare, ovvero giudicare se il bene sia una garanzia sufficiente per il mutuo.
Questa valutazione, passa prima da un analisi dal punto di vista della documentazione CARTACEA del bene, poi ad un analisi “in prima persona”, per poi concludersi con il suo giudizio rispetto al bene da ipotecare.

Una volta conclusi tutti gli accertamenti, una volta esaminata tutta la documentazione etc, spetta alla banca decidere se concedere o meno il mutuo al richiedente.

Se la richiesta viene accettata, la banca stipula il contratto con il cliente, e soprattutto a questo va accompagnato il piano di ammortamento, nel quale si puntualizzano i dettagli del mutuo (la somma avuta in prestito dalla banca, e con che frequenza e con che intensità il cliente dovrà restituirla).
Una volta decisi anche questi ultimi dettagli, l’ente cede finalmente la somma al richiedente.

Ma, se la domanda di mutuo non viene accettata?
Magari perché il cliente ha già grossi debiti, o perché risulta che con altre banche non ha pagato delle rate entro le determinate scadenze...
Il rapporto tra cliente e banca, può considerarsi CONCLUSO.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 23 luglio 2008 )
 
IL PIANO DI AMMORTAMENTO
Scritto da Administrator   
mercoledì 23 luglio 2008

Nell’articolo “Procedura di erogazione di un mutuo ”, abbiamo parlato del PIANO DI AMMORTAMENTO , un documento che accompagnava il contratto con il mutuatario.

Ora, cerchiamo di vedere nel dettaglio, cos’è questo piano di AMMORTAMENTO e in cosa consiste.

Il piano di ammortamento, definisce nei dettagli le regole che colui che riceve il mutuo dall’ente di credito, dovrà seguire, per restituire la somma alla banca.

 

Ovviamente, alla somma da restituire vanno aggiunti gli INTERESSI, ovvero la cifra che va aggiunta all’importo originariamente prestato dalla banca al cliente, che è il fattore di guadagno della banca sui mutui e sui prestiti.

Anche l’entità degli interessi sarà decisa nel piano di ammortamento.

 

Si definiscono quindi in quante rate è diviso il mutuo, gli importi da restituire per ogni singola rata, QUANDO restituirli (quindi le scadenze), e con quali tassi d’interesse.

 

Esistono svariati tipi di piani di ammortamento.

Vediamo i più diffusi, e le differenze che fanno un piano di ammortamento differente da un altro:

  • Ammortamento alla francese : ad ogni rata, il capitale cresce mentre gli interessi scendono.

Questo vuol dire che inizialmente, nella prima tassa, si avranno dei tassi molto alti ma l’importo da rimborsare sarà piccolo, ma si finirà con delle tasse, in cui l’importo da rimborsare sarà “pesante”, ma il tasso di interesse preso dalla banca sarà piccolo.

  • A rate crescenti : Ad ogni rata, aumenta l’importo da pagare.
  • Rata fissa a durata variabile: Qui invece l’importo delle rate rimane lo stesso, sono i tassi d’interesse a variare.
  • Ammortamento libero;
  • Ammortamento all’italiana.

Da sottolineare, che esiste anche il metodo di restituzione chiamato “rimborso globale”, ovvero, entro una scadenza inizialmente determinata con la banca, il cliente deve restituire l’importo prestatogli (più ovviamente, gli interessi),  in una sola volta.

Ovviamente, questo toglie al cliente il pensiero delle rate, ma è consigliabile solo per  “piccoli” mutui, per mutui di bassa entità.

Tuttavia, in base al tasso d’interesse, che sia VARIABILE o FISSO, cambia anche il piano di ammortamento.

Se infatti, il mutuo è a tasso FISSO, si può stipulare un piano di ammortamento “conclusivo”, ovvero che rimarrà lo stesso per tutta la durata del mutuo.

Se invece il tasso del mutuo è variabile, si ridiscuterà il piano di ammortamento, trascorso un certo periodo di tempo (ad esempio, di anno in anno), per tutta la durata del mutuo.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 29 ottobre 2008 )
 
IL TASSO D’INTERESSE
Scritto da Administrator   
mercoledì 23 luglio 2008

I tassi di interesse, sono una “percentuale”, quindi un ammontare, una cifra che va aggiunta al totale che il mutuatario deve restituire all’ente di credito, oltre al capitale in prestito che quest’ultimo gli ha concesso.

Il guadagno delle banche sui mutui e sui prestiti, consiste appunto nei tassi d’interesse.

Se per esempio la banca presta 2000€, con un tasso d’interesse dell’1%, il mutuatario dovrà restituire 2020€, la banca avrà quindi guadagnato 20€.

Nel momento in cui il cliente stipula il contratto del mutuo con l’ente di credito, viene deciso anche il “tasso di interesse” che meglio si adatta alle sue esigenze.
Viene quindi decisa l’entità del tasso d’interesse, ma anche il crescere o il decrescere di quest’ultimo in base al numero della rata che si sta pagando.

I tipi di tasso sono sicuramente:
- Mutui a tasso fisso ;
- Mutui a tasso variabile ;
- Mutui a tasso misto .

Esistono poi altri tipi di tasso d’interesse, che sono stati introdotti poi dalle banche per creare dei mutui “personalizzati” che venissero incontro al cliente il più possibile.

Abbiamo il tasso della moneta interbancaria, il tasso “prime rate ABI”, i mutui con CAP, i mutui a tasso bilanciato, e i mutui a rata costante e durata variabile.

Per maggiori dettagli riguardanti i vari tipi di tasso, date un occhiata agli articoli appositi.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 29 ottobre 2008 )
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 4 di 24